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CONCERTO “MAGNIFICAT” DI GALUPPI - CIVICA SCUOLA DI MUSICA CLAUDIO ABBADO

CONCERTO “MAGNIFICAT” DI GALUPPI - CIVICA SCUOLA DI MUSICA CLAUDIO ABBADO

CAUSA MALTEMPO PREVISTO PER QUESTA SERA IL CONCERTO E' ANNULLATO

GIOVEDI' 8 LUGLIO ORE 18:30 - Teatro Naturale di Villa Litta

"Magnificat" di Galuppi
Concerto della Scuola di Musica Claudio Abbado

Giovedì 8 luglio, alle ore 18:30, presso il Teatro Naturale di Villa Litta, i Civici Cori e Orchestra della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado presentano il "Magnificat" di Galuppi ed alcuni brani di Mozart e Vivaldi.

Francesco Girardi e Fabio Zambon, maestri preparatori
Luigi Panzeri, organo
Mario Valsecchi, direttore

L'ingresso all'iniziativa è libero su prenotazione.

 

Il programma dell'8 luglio de I Civici Cori e dell'Orchestra della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado ruota intorno al Magnificat di Baldassare Galuppi, ma accoglie anche la Sinfonia KV 134 in la maggiore di Mozart e il Concerto RV 533 in do maggiore di Vivaldi.

Un soprano solista e il coro si uniscono all’orchestra nel Magnificat: un solo ruolo solistico che trova motivazioni rappresentativo-teatrali nel senso profondo del dettato evangelico, che attribuisce a Maria questa parola, pronunciata in occasione della visita alla cugina Elisabetta (Magnificat anima mea Dominum et exsultavit spiritus meus in Deo salutari meo, quia respexit humilitatem ancillae suae). Molte sono le modalità utilizzate da Galuppi per esprimere l'infinita gamma di sfumature del testo: dall'esultanza, intima, che sa emergere anche dal ritmo pacato di una sonorità contenuta, alla mestizia motivata dalla richiesta di misericordia a Dio; dalla linea ascendente e discendente di un canto dolce e cullante, al canto forte, ritmico, cromatico del coro che esprime tensione, tormento e dolore. 

Anche la salisburghese Sinfonia KV 134 di Wolfgang Amadeus Mozart in la maggiore, opera giovanile composta nel 1772 a soli 16 anni, esprime spiccata intenzione rappresentativa e teatrale, ed è spunto di indubbio valore nella formazione di un linguaggio sinfonico personale. Evidenzia inoltre una forte attitudine alla sperimentazione, al ricercato gioco ritmico, soprattutto nel dialogo tra gli strumenti, a cui il compositore offre pienamente l'occasione di esprimersi.

Il programma si arricchisce infine con il Concerto RV 533 in do maggiore di Antonio Vivaldi (1678-1741) per due flauti, archi e basso continuo. Il concerto consta, come di consueto, di tre movimenti: allegro molto, largo e (allegro). La struttura è infatti quella tradizionale dei concerti vivaldiani, con la tipica briosità, i temi facili ma ritmicamente accattivanti e le nuances maggiore-minore che contribuiscono a dare piacevolezza alle composizioni.

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